gene kelly






Insieme a Enrico Pieruccini ho selezionato una lista di film inerenti alla danza: ci sono musical come Un americano a Parigi, ballet film come Scarpette rosse o Il sole a mezzanotte, ma anche classiche commedie hollywoodiane come La signora di mezzanotte (che ha per protagonista una ballerina) o film come Salomè di William Dieterle dove la protagonista è un'inedita danzatrice, in questo caso Rita Hayworth alle prese con la danza dei sette veli. La lista, particolarmente eterogenea, può essere il punto di partenza per analizzare i complessi rapporti esistenti tra il cinema e la danza.
Maria Grazia Garofoli

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cinema e danza M-Z
MATA HARI



Mata Hari (Mata hari, USA 1932) di George Fitzmaurice con Greta Garbo, Ramon Novarro, Lionel Barrymore, Lewis Stone, Henry Gordon. Nella Francia del 1917 la danzatrice Mata Hari, amante del lusso e dei gioielli, è una spia al servizio dei tedeschi. Scoperta dai francesi, viene condannata a morte e fucilata. Nella sequenza del ballo, piuttosto osé per quei tempi, fu usata una controfigura.


Murder rock - Uccide a passo di danza (Italia 1984) di Lucio Fulci con Olga Karlatos, Ray Lovelock, Claudio Cassinelli, Cosimo Cinieri. Quasi una parodia di Flashdance in una scuola di ballo dove avvengono diversi omicidi. Secondo la direttrice il colpevole sarebbe un maniaco che usa uno spillone per uccidere le sue vittime. Di Keith Emerson le musiche di questo thriller che Morandini definisce "stravagante".


Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa (Italia 1970) di Marcello Fondato con Monica Vitti, Gastone Moschin, Sylva Koscina, Peppino De Filippo, Salvo Randone, Claude Rich. Attrice che sogna di diventare una grande del teatro di prosa, diventa invece celebre come soubrette del varietà inventando una mossa d'anca sul rullare di un tamburo.


Nozze di sangue (Bodas de sangre, Spagna 1981), di Carlos Saura con Antonio Gades e Cristina Hoyos, dall'omonima pièce teatrale di Federico Garcia Lorca. Alla vigilia delle nozze la sposa viene rapita da Lorenzo. Lo sposo si mette sulle tracce del rapitore, lo raggiunge, lo sfida a duello e muoiono entrambi. Questo nella seconda parte che ripropone il balletto creato da Gades nel 1974. Nella prima si assiste, nei camerini e dietro le quinte, ai preparativi dello spettacolo con filmati in stile documentaristico. La coreografia è puro flamenco con qualche concessione all'accademico. Tra le curiosità la presenza, nel cast, di Carmen Villani. Una precedente versione cinematografica di Bodas de sangre è del 1938 con la regia di E. Guibourg.


Orchidea bionda (Ladies of the Chorus, USA 1949), di Phil Karlson con Adele Jergens, Randy Brooks, Marilyn Monroe, Nana Bryant. Una madre ostacola la scelta sentimentale della figlia ballerina perché non non ripeta l'errore da lei fatto in gioventù. Una Monroe non ancora famosa nei panni anche di cantante.


Orfeo negro (Orfeu negro, Francia-Brasile-Italia 1959) di Marcel Camus con Bruno Mello, Marpessa Dawn, Lourdes De Oliveira, Ademar Da Silva. Il mito di Orfeo ed Euridice trasposto nelle favelas di Rio de Janeiro durante il carnevale con coinvolgenti sambe su musiche di Antonio Carlos Jobim e Luis Bonfa.


Pennies from Heaven (USA 1981), di Herbert Ross con Steve Martin, Bernadette Peters, Jessica Harper, Christopher Walken. Herbert Ross non dimentica il suo passato di coreografo e propone negli anni di maggiore crisi del musical cinematografico un musical ambientato nella Chicago degli anni 30.


Il principe e la ballerina (The prince and the showgirl, USA-GB 1957), di Laurence Olivier con Marilyn Monroe e Laurence Olivier. Il film, tratto dalla commedia The sleeping prince (1953) di Rattigan, con la danza non c'entrerebbe nulla. Rientra però appieno nella sociologia della danza perché nella Londra del 1911 il granduca Carlo di Carpazia che è in visita ufficiale, cerca compagnia per una seratina galante e individua in una ballerina americana la donna giusta da portarsi a letto. Lei gli dirà di no e... finirà come Pretty woman.


Ragtime (Ragtime, USA 1981) di Milos Forman con Mary Steenburgen, Pat O' Brien, James Cagney, Elizabeth McGovern, James Olson, Howard E. Rollins Jr, Brad Dourif, Donald O'Connor, Mandy Patinkin, Norman Mailer, Samuel L. Jackson, Keneth McMilan. Quattro storie s'intrecciano in un'America d'inizio Novecento. Tra queste quella di una ballerina, Evelyn, che sposa un giovane miliardario. Ma il matrimonio dura poco: dopo avere ucciso un architetto reo di avere raffigurato Evelyn nuda in cima al Madison Square Garden, lui finisce in manicomio.


Salomè (Salome, USA 1953), di William Dieterle, con Rita Hayworth, Stewart Granger, Judith Anderson, Charles Laughton. In questo film non eccelso dove Giovanni Battista pare un agitprop, la Hayworth si cimenta nella celebre danza-spogliarello dei sette veli con movenze da vergine innamorata, quasi neofita cristiana. Piuttosto inespressiva, più di trent'anni dopo, la Salomè di Jo Champa nel film di Claude D'Anna del 1986 che rilegge in chiave politica il dramma di Oscar Wilde. Da ricordare Salomè (Salome, where she danced, USA 1945) di Charles Lamont che nulla c'entra con Wilde, protagonista una ballerina viennese sospettata di spionaggio (è il 1866 ed è in corso la guerra austro-prussiana) che fugge in Arizona con un giornalista americano.
ORFEO
NEGRO


Saranno famosi (Fame, USA 1980) di Alan Parker con Irene Cara, Lee Curreri, Eddie Barth, Laura Dean, Paul Mc Craine, Barry Miller, Gene Anthony Ray, Maureen Teefy. Sogni, contrasti, aspirazioni, amori e fallimenti all'interno della NYC's Hight School of Performing Arts (Scuola superiore di Arti drammatiche di New York). Di Louis Falco le brillanti coreografie, di Michael Gore le musiche che vinsero l'Oscar. Celeberrima la canzone Fame. Dal film nacque una fortunata serie tv che in Italia andò in onda su RaiDue dal 1983 al 1986.


Save the last dance (USA 2001) di Thomas Carter con Julia Stiles, Sean Patrick Thomas, Larry Washington, Fredro Starr, Bianca Lawson, Terry Kinney e Vince Green. Dopo la morte della madre una giovane allieva di danza classica si trasferisce a Chicago nella casa del padre jazzista. A Chicago s'innamora di un ragazzo afroamericano che le insegna a ballare hip-hop. La loro storia d'amore s'intreccia a numeri danzati eseguiti da controfigure.


La signora di mezzanotte (Midnight, USA 1939), di Mitchell Leisen con Claudette Colbert, Don Ameche, John Barrymore, Francis Lederer, Mary Astor, Elaine Barrie, Hedda Hopper. La danza non c'entra nulla, ma la protagonista è una ballerina e la sceneggiatura (questo è l'aspetto interessante) risente dei luoghi comuni di allora sulle danzatrici. Rimasta senza soldi a Parigi, una ballerina americana, Eve Peabody, si fa passare per contessa ungherese e viene ingaggiata da un riccone perché seduca il mondano corteggiatore di sua moglie. S'intromette un tassista – ex conte russo innamorato della ballerina – che si finge il marito di Eve. Scritta da Billy Wilder a quatto mani con Charles Brackett, è considerata una dei migliori commedie hollywoodiane degli anni Trenta.


Il sole a mezzanotte (White nights, USA 1985), di Taylor Hackford con Mikhail Baryshnikov, Gregory Hines, Helen Mirren, Isabella Rossellini, Geraldine Page, Jerzy Skolimowskj. A causa di un'avaria l'aereo su cui viaggia un danzatore classico sovietico fuggito in Occidente, Nikolai "Kolya" Rodchenko, è costretto a un atterraggio di emergenza in Unione Sovietica. Qui incontra Raymond Greenwood, tap dancer statunitense di colore fuoriuscito dagli States per ragioni politiche e razziali. Melodramma fortemente antisovietico, ha nel cast il regista polacco Skolimowskj nella parte di un bieco colonnello del KGB e Isabella Rossellini nel ruolo di Darya, moglie di Raymond.


Scarpette rosse (The red shoes, GB 1948), di Michail Powell e Emeric Pressburger con Anton Walbrook, Moira Shearer, Marius Goring, Frederick Ashton, Léonide Massine, Robert Helpmann, Albert Basserman, Ludmilla Tchérina, Esmond Knight. È l'unico film di danza a cui il Morandini dà quattro stelle. Ecco cosa scrive: «Sottoposta a una ferrea disciplina da Lermontov (A. Walbrook), direttore di una celebre compagnia di danza classica, Vicky Page (M. Shearer) arriva a un successo trionfale con il balletto Scarpette rosse ispirato alla fiaba omonima di Hans Christian Andersen. Dilaniata tra l'amore per la danza (e la dedizione a Lermontov) e l'amore ricambiato per il compositore Julian Craster (M. Goring), sceglie per il secondo. Inutilmente. Ormai identificata con il personaggio, danzerà fino alla morte. È il più grande successo della coppia Powell-Pressburger anche se forse non la loro opera maggiore. Considerato il miglior ballet film della storia del cinema, ma anche la più esemplare espressione del melodramma cinematografico, è diventato un vero cult movie, amato da spettatori e spettatrici commossi di mezzo mondo, ma anche da celebri registi (Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Brian De Palma) e raffinati cinéphiles. "Ammantandolo – scrive Emaunuela Martini – con i colori smaglianti del melodramma, Powell e Pressburger fanno digerire al pubblico un assunto incredibile: il fatto che l'arte sia qualcosa per cui si può morire". È nello stesso tempo romantico ed espressionista, una fantasticheria e un incubo, un dramma psicologico e una favola, un'anomala miscela di narrativa popolare, abuso di stereotipi e sperimentazione visiva, ribaltamento delle convenzioni, vertiginosa reinvenzione della realtà. Ebbe due premi Oscar: musica di Brian Easdale e scene di Hein Heckroth». Da brivido la partecipazione straordinaria di Léonid Massine.


Staying alive (USA 1983) di Sylvester Stallone con John Travolta, Cynthia Rhodes, Finola Hughes. Tony Manero vuole diventare un ballerino e sbarca il lunario facendo il cameriere. Conteso da una ragazza che lo ama e da una ricca capricciosa, arriva al successo, umilia la seconda e sposa la prima. «Anemico seguito – scrive il Morandini – della Febbre del sabato sera, è messo in immagini da Stallone con un occhio a Rocky. Straordinario nel suo cattivo gusto il momento di danza all'inferno. Comunque Travolta incanta quando balla».

SALOME'

Suspiria (Italia 1977) di Dario Argento con Jessica Harper, Alida Valli, Stefania Casini, Joan Bennet, Flavio Bucci, Miguel Bosè, Renato Scarpa. Susy, una ragazza americana, si reca a Friburgo per iscriversi a un'accademia di danza e qui assiste a due omicidi: quello di un'allieva che viene ritrovata massacrata e quello del pianista cieco che è sbranato dal cane. Nonostante avverta forti malesseri e l'accademia venga invasa da strani vermi, Susy si fa coraggio e arriva a scoprire che il luogo è soggetto a un'antica maledizione. Un "thriller assordante" lo definisce Morandini, senza logica narrativa, giocato soprattutto sulla scenografia e sulle musiche dei Goblin.


Tango (Tango, Argentina - Puerto Rico 1998), di Carlos Saura con Miguel Angel Solà, Cecilia Narova, Julio Bocca, Mia Maestro, Juan Carlos Copes, Xarlos Rivarola. Terminata la "saga" del flamenco Saura passa al tango con la storia di un regista (appena mollato dalla sua donna) che vuole mettere in scena un musical sulla storia recente dell'Argentina. Sulla scena s'innamorerà di una giovane promettente ballerina di tango. Tra gli interpreti Julio Bocca.


Tangos - L'esilio di Gardel (Tangos - El exilio de Gardel, Argentina-Francia 1983), di Fernando Ezequiel Solanas. Sul finire degli anni 70 un gruppo di artisti argentini in esilio mette in scena a Parigi uno spettacolo di danza e musica, protagonisti una ventina di ottimi ballerini e l'orchestra di Osvaldo Pugliese che esegue musiche originali di Astor Piazzolla. Il film (premio della giuria a Venezia nel 1985) affronta il tema dell'esilio e dell'integrazione culturale e con la voce di Carlos Gardel fa rivivere la nostalgia per l'Argentina.


A time for dancing (USA 2002), di Peter Gilbert con Larisa Oleynik, Shiri Appleby, Peter Coyote, Scott Vickayous. Scrive il Morandini: «Amiche fin da bambine, Sam e Jules frequentano una scuola di ballo. Sam, di famiglia modesta, lo fa per piacere mentre Jules aspira a entrare nella prestigiosa scuola di danza Juillard di New York e a diventare professionista. Ma un tumore infrangerà il sogno di Jules che diverrà in poco tempo una malata terminale. Tratto da un romanzo di Davide Wills Hyrwin, il film è manierato, sciatto, intriso di sentimentalismo».


Tre americani a Parigi (So this is Paris, USA 1954) di Richard Quine con Tony Curtis, Gloria De Haven, Gene Nelson, Corinne Calvet, Paul Gilbert, Mara Corday. Tre marinai americani in licenza a Parigi fanno amicizia con tre ragazze francesi tra cui una ballerina. Una sorta di plagio di Un giorno a New York di Kelly-Donen.


Trittico d'amore (Invitation to the dance, USA 1956) di Gene Kelly con Gene Kelly, Igor Youskevitch, Tommy Rall, Tamara Toumanova, Claire Sombert, David Paltenghi, David Kasday, Daphne Dale, Belita. Un autentico capolavoro creato da Kelly senza pensare al mercato, un film-balletto in tre episodi senza neppure una parola di dialogo. Nel primo, Circus su musica di Jacques Ibert, un clown (I. Youskevitch), per divertire l'amata, cammina su un filo finché cade e muore. Nel secondo, Ring around the Rosy, con la Toumanova, un monile passa di amante in amante fino a tornare al possessore originario: simbolo della sifilide, oggi il bracciale potrebbe essere una metafora dell'Aids. L'episodio è tratto da Girotondo (Reigen, 1897) di Arthur Schnitzler, dieci dialoghi amorosi fra varie lei e vari lui (prima e dopo l'atto sessuale) con le coppie che di volta in volta si scambiano. A chiudere il trittico è Simbad the sailor su musica di Rimskij-Korsakov, protagonista Gene Kelly. A Bagdad Simbad compra una lampada da cui poco dopo esce un genietto che accompagnerà il padrone in un mondo da Mille e una notte popolato di personaggi dei cartoon. Come in Due marinai e una ragazza Kelly avrà partner di prestigio tra cui il topino Jerry. Realizzato nel 1952 e distribuito quattro anni dopo, il film fu un fiasco commerciale e chiuse la stagione d'oro del musical MGM.


Il venditore di palloncini (Italia, 1974) di Mario Gariazzo con Marina Malfatti, Renato Cestié, Lee J. Cobb, James Whitmore, Maurizio Arena, Lina Volonghi, Adolfo Celi, Gianni Agus. Maria, una ballerina, abbandona marito e figlio per un nuovo amore.


La vita privata di Sherlock Holmes (The private life of Sherlock Holmes, GB - USA 1970) di Billy Wilder con Robert Stephens, Colin Blakely, Christopher Lee, Geneviève Page, Irene Handl, Tamara Toumanova, Stanley Holloway, Clive Revill, Catherine Lacey. Il film, incentrato sullo svelamento delle apparenze, è un puzzle di avventure segrete e inedite di Sherlock Holmes, tutte che hanno a che fare con le donne, tutte che rivelano la sua profonda misoginia. La scena iniziale è ambientata al Covent Garden dove Anna Pavlova è la protagonista del Lago dei cigni. Tra il pubblico un poco ballettofilo Holmes che si addormenta durante lo spettacolo.




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