La coreografa Maria Grazia Garofoli ha tenuto un "curso magistral" su Enrico Cecchetti presso l'università UIMP a Santander. Al suo fianco il pianista Vinicio Colella.

Da Enrico Cecchetti ai nostri giorni



Dal 5 al 9 settembre 2011 Maria Grazia Garofoli ha tenuto il curso magistral "De Cecchetti a nuestros dias: un recorrido por las tecnica académicas de la danza”. L’ha tenuto, riscuotendo tantissimo successeo, presso l’Universidad Internacional Menéndez Pelayo (UIMP), la prima e più antica università spagnola per stranieri. La UIMP è nata infatti nel 1933 su proposta del ministro della Pubblica istruzione Fernando de los Ríos, con la denominazione iniziale di "Universidad Internacional de Verano de Santander". Il primo segretario generale fu il poeta e professore Pedro Salinas, vero ispiratore di questa nuova istituzione universitaria. Le attività di questa università internazionale si interruppero per la guerra civile e ripresero nell'estate del 1939, quando la gestione fu affidata alla Società Menéndez Pelayo, un'associazione culturale che ha come scopo la promozione dello studio sull'opera di Marcelino Menéndez Pelayo, un erudito spagnolo del XIX secolo. Nel 1945 fu creata, per decreto del governo, la Universidad Internacional Menéndez Pelayo alla quale nel 1949 l'erede al trono di Spagna, Giovanni di Borbone, concesse come sede universitaria il palazzo della Magdalena.
Il primo rettore fu Ciriaco Pérez Bustamante. L'attuale rettore è Salvador Ordóñez Delgado.
Le attività accademiche tradizionali sono costituite da corsi estivi tenuti nella prestigiosa sede del palazzo della Magdalena a Santander, e corsi di spagnolo per stranieri che si tengono durante tutto l'anno nel campus universitario di Las Llamas, sempre a Santander e che attirano ogni anno centinaia di studenti provenienti da ogni parte del mondo.
La UIMP tiene i propri corsi anche in altre città spagnole: tra queste, Barcellona, Valencia, Siviglia, Santa Cruz de Tenerife, La Coruña e Cuenca.

Enrico Cecchetti (Roma, 21 giugno 1850 – Milano, 13 novembre 1928).
Cecchetti, il maestro di danza più famoso del XX secolo, nacque in un camerino del Teatro Apollo di Roma. Era figlio d'arte: anche il padre Cesare e la madre Serafina Casagli erano danzatori così come la sorella Pia, il fratello Giuseppe, gli zii Maria, Raffaella ed Antonio. Ballerini rinomati furono pure sua moglie Giuseppina De Maria, i figli Riccardo e Grazioso, il nipote Riccardo.
Il padre avrebbe voluto un altro futuro per lui ma Enrico voleva studiare danza. Così il padre decise di iscriverlo alla scuola Giovanni Lepri a Firenze. Studiò anche con altri due colleghi del padre: Cesare Coppini, che insegnava alla Scala a Milano, e Filippo Taglioni, padre della famosa ballerina, Maria Taglioni. Tutti gli insegnanti di Cecchetti erano stati allievi di Carlo Blasis, famoso maestro del Teatro alla Scala e questo contribuì a formare il metodo di insegnamento di Cecchetti che seguiva le teorie di Blasis contenute nel libro Traité Elementaire, Technique et Practise de l'Art de la Danse, pubblicato nel 1820.
Enrico a cinque anni fece il primo debutto in un teatro a Genova. In seguito, con la famiglia, andò in tournée negli Stati Uniti con una piccola compagnia.
Il debutto vero e proprio avvenne a vent‘anni, nel 1870, al Teatro alla Scala. Nel 1872 partecipò, con il padre e la sorella Pia, all'inaugurazione del Teatro Annibal Caro a Civitanova Marche, cittadina di origine della famiglia. Nel 1887 debuttò in Russia, a San Pietroburgo, in un coreografia di Marius Petipa strabiliando il pubblico per i salti sorprendenti e le pirouettes vorticose.
Dal 1887 al 1902 fu maître de ballet in seconda e primo ballerino al Teatro Mariinskij ed insegnante alla Scuola Imperiale di San Pietroburgo. Fu considerato il ballerino più raffinato del suo tempo. Creò e danzò il ruolo en travesti della strega Carabosse e il ruolo dell'Uccellino Azzurro alla prima rappresentazione della Bella addormentata di Petipa nel 1890, dimostrando qualità di mimo eccezionali. Per il suo strepitoso virtuosismo venne chiamato "il ciclone".
Dal 1907 al 1910 fu maestro privato di Anna Pavlova.
Dal 1910 al 1918, fece parte della compagnia dei Ballets Russes di Sergei Diaghilev. Pare che nessuno dei ballerini che Diaghilev voleva nella sua compagnia avrebbe mai accettato di lasciare Enrico Cecchetti, il maestro con cui studiava. Diaghilev, impresario furbo e attento, assunse così maestro e allievi.
In seguito Cecchetti aprì a Londra una scuola che venne frequentata dai più grandi ballerini del momento. Proprio a Londra Cyril W.Beaumont, con l'aiuto di Stanislas Idzikowski, ballerino polacco trapiantato a Londra, e con la supervisione dello stesso Enrico, pubblicò, nel 1922, il manuale del metodo Cecchetti dal titolo A Manual of the Theory and Practice of Classical Theatrical Dancing. Creò inoltre la Cecchetti Society confluita in seguito nella Imperial Society of Teachers of Dancing (ISTD).
Nel 1925 Cecchetti fu chiamato da Arturo Toscanini a dirigere la scuola del Teatro alla Scala. Era la realizzazione di un sogno quella di tornare in Italia ad insegnare e Cecchetti, per quanto vecchio e malato, accettò. Nel 1927 morì la sua amata moglie e questo fu un durissimo colpo per lui. Il 12 novembre 1928 si recò come al solito alla Scala alle 9 del mattino per la lezione. Colto da malore durante la classe, perse conoscenza e morì il giorno dopo, il 13 novembre. Le sue spoglie riposano nel piccolo cimitero di Quarna Sotto, località sulle alture del Lago d'Orta in provincia di Verbania, paese noto per la costruzione degli strumenti a fiato.

Un'eredità infinita
Possono essere considerati allievi di Cecchetti tutti i più grandi danzatori della prima metà del '900: Anna Pavlova, Cia Fornaroli, Pierina Legnani, Leonide Massine, Attilia Radice, Vaslav Nijinsky, Tamara Karsavina, Dame Ninette de Valois, Dame Marie Rambert, Gisella Caccialanza, Vincenzo Celli, Luigi Albertieri, Dame Alicia Markova, Olga Preobrajenska, Serge Lifar e George Balanchine.

Pressoché ignorato in Italia, il metodo Cecchetti è molto seguito e studiato nei paesi anglosassoni. Il metodo è strutturato in un programma ben preciso e comprende "tabelle di marcia" quotidiane stabilite. Famosi sono gli adagi (con un approfondito uso dell'equilibrio) e gli allegri. A lui dobbiamo l'introduzione delle cinque posizioni della braccia anziché tre.