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dalla recensione di Viaggio in Italia
Enrico Pieruccini, L'Arena 10 dicembre 2004
Lo spettacolo è stato in primo luogo un trionfo tecnico della compagnia di ballo: danzare per quasi tre ore in una ventina di persone poco più, ognuno con diversi ruoli, è unimpresa fisica e di memoria non da poco. Dunque la compagnia diretta da Maria Grazia Garofoli ha retto bene, anzi benissimo: dallimpeccabile Amaya Ugarteche (soprattutto nellInfiorata a Genzano e nel Carnevale a Venezia, in entrambi in coppia con lottimo ospite José Manuel Carreño) alla raffinatamente sensuale Ghislaine Valeriani, dalla romantica Simona Mangani (bella la sua Francesca) ad Antonio Russo e Luca Panella. Accanto a loro hanno danzato come ospiti, oltre a Carreño, la svedese Maric Lindqvist (molto fresca e giovanile la sua Giulietta) e il rumeno Dragos Mihalcea. (
) Tra gli undici quadri i migliori, sia musicalmente che drammaturgicamente, sono risultati Francesca da Rimini, Genova per noi (uno dei più belli, con Bruno Lauzi e Paolo Conte orchestrati per loccasione), Linfiorata a Genzano del 1858, i passi a due di Romeo e Giulietta e della Pioggia nel pineto (dove le sonorità di Debussy, al piano Pietro Selvaggio, evocano la pineta tirrenica) e lottocentesca perla rara del Carnevale a Venezia di Cesare Pugni.
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) . Ben diretta da David Coleman lorchestra, utile, nel suo ruolo esplicativo e di trait dunion ma talora distogliente dalla danza, la voce recitante di Sabrina Picci.
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